L’innovazione è economia della salute e della conoscenza

Coniugare l’esigenza di competitività del sistema produttivo con la sostenibilità sociale e ambientale dei nostri modelli di sviluppo.

Promuovere un’economia locale che rafforzi i sistemi di protezione sociale attraverso attività imprenditoriali che valorizzi le risorse umane e materiali delle comunità locali.

Interpretare lo sviluppo rurale, il turismo territoriale e culturale, la tutela e la valorizzazione delle risorse naturali e ambientali, la produzione di energia da fonti rinnovabili come realtà di economia sociale, locale, sostenibile, in grado di produrre salute e di rafforzare il capitale sociale nei territori.

All’interno della Cooperativa THIEL tutto questo avviene quotidianamente in forma di  gestione mista, partecipata dove i saperi, i servizi e le professioni sono orientate alla realizzazione di reali opportunità di accoglienza e riabilitazione, di inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate.

Un’economia fondata sulla conoscenza, radicata nella tradizione e orientata all’ innovazione, crea salute nelle comunità, rafforza i sistemi di welfare e il legame con il territorio, promuove e pratica modelli di sviluppo sostenibile…

I portatori di bisogni e interessi, associazioni di famiglie e di cittadini, Enti Locali ed Aziende Sanitarie, forme di imprenditoria sociale, organizzazioni religiose, imprese profit ed enti che operano nel mondo della formazione, della ricerca e dello sviluppo sono i partner che la THIEL cerca da sempre per rendere un sogno un modello di sviluppo concreto.

Nuove modalità di relazione tra partners favoriscono la coesione sociale, effetto diretto della connessione tra condizioni di salute personale e il contesto ambientale.
L’attività e la partecipazione delle persone sono facilitate grazie agli interventi sul contesto di riferimento.

 

"(…)Le Aziende per i servizi sanitari dovranno farsi parte attiva nella realizzazione di un patto fra i soggetti istituzionali e le realtà economico e sociali del territorio finalizzato ad incrementare le opportunità lavorative delle persone con problemi di salute mentale (…)
Le Aziende per i servizi sanitari, che rappresentano in molti territori la più importante fonte di opportunità lavorative e che sono istituzionalmente dedicate al guadagno di salute dei cittadini del proprio territorio, dovranno affrontare con decisione il problema della crescente esclusione lavorativa (e quindi sociale) degli utenti dei servizi di salute mentale (ed in generale delle persone disabili) e proporsi, assieme agli altri soggetti istituzionali come sostenitori attivi dello sviluppo dell’economia sociale nel proprio territorio.(...)"(1)

 

Nuove modalità di relazione tra i partners favoriscono il funzionamento sociale tramite interventi tesi a…

"(…) salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale e delle tradizioni del mondo rurale, quale fattore di sviluppo in grado di incidere in modo apprezzabile sulla domanda dei beni e dei servizi prodotti.(…)”(2)

"La ricchezza della vita umana dipende dalle opportunità economiche, dalle capacità sociali, dalle libertà politiche e queste, sommandosi, risultano nella libertà. E in un senso fondamentale, direi che si rafforzano reciprocamente. Se ce ne sono alcune e non altre, tutte sono vulnerabili, in un certo senso. Ma se procedono di pari passo, non hanno questa debolezza."
Amartya Sen

Secondo l’Unione Europea per rafforzare la competitività regionale e l’occupazione si devono “anticipare i cambiamenti socioeconomici mediante l’innovazione e la promozione della società basata sulla conoscenza, l’imprenditorialità, la tutela e il miglioramento dell’ambiente nonché il potenziamento dell’accessibilità, dell’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e lo sviluppo dei mercati del lavoro."(3)

Organizzare gli strumenti che operano nelle zone rurali significa sostenere la gestione fondiaria, cofinanziare azioni di sviluppo rurale di siti a natura protetta di Natura 2000.

I have a dream…

"Se per la creazione delle DGA (Associazioni di generazione distribuita), si ricorresse a modelli no-profit, la nuova economia dell’idrogeno prenderebbe le mosse da un chiaro riconoscimento della natura semipubblica dell’energia dell’idrogeno e delle reti di generazione distribuita, cioè del nuovo regime energetico.
Sfruttare i modelli organizzativi del terzo settore per creare le DGA e una nuova infrastruttura energetica per il ventunesimo e ventiduesimo secolo avrebbe anche, come secondo effetto, quello di promuovere un adeguato approccio istituzionale decentralizzato, dal basso verso l’alto, al nuovo regime energetico che potrebbe diventare il modello di riferimento per molte altre strutture economiche sociali e culturali che nasceranno con l’economia dell’idrogeno.”(4)

La complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali e ambientali rappresentano l’occasione per creare un’economia della salute e della conoscenza.

 

ALCUNE CONSIDERAZIONI

La disabilità viene definita dall’ICF (5) come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo e i fattori personali, e i fattori ambientali che rappresentano le circostanze in cui vive l’individuo.
A causa di questa relazione, ambienti diversi possono avere un impatto molto diverso sullo stesso individuo con una certa condizione di salute.

Le opportunità di inserimento lavorativo per soggetti deboli, e soprattutto per le persone con problemi di salute mentale, all’interno di organismi del terzo settore e della cooperazione sociale in particolare, sono legate abitualmente a due tipologie di rapporto:

  1. La collaborazione con il Settore pubblico principalmente per la fornitura di servizi o attività nei settori quali pulizie, manutenzioni, valorizzazioni ambientali.
  1. La collaborazione con il settore privato profit mediante esternalizzazione o rapporti di subfornitura di parti di lavorazioni o di specifici servizi.

Entrambe le tipologie di rapporto presentano attualmente importanti elementi di criticità.
Gli organismi pubblici (soprattutto gli enti locali) fronteggiano una progressiva riduzione di risorse da destinare allo sviluppo di rapporti convenzionali per lo svolgimento di servizi ed attività inclusive delle fasce deboli.
           
Le imprese profit attraversano un momento di grande incertezza (produttiva, occupazionale  finanziaria, di mercato) che le rende poco disponibili (tranne in rare eccezioni) a sostenere forme di partenariato con la cooperazione sociale per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati se non in presenza di un adeguato e vantaggioso sistema di agevolazioni. 

I soggetti istituzionalmente impegnati nel favorire l’inserimento lavorativo (soprattutto le cooperative sociali di tipo B o miste), oltre alle tradizionali difficoltà di attivazione di opportunità di inserimento lavorativo vivono quindi, di riflesso, anche una fase congiunturale che rischia di impoverirne e frenarne ulteriormente i processi di sviluppo.
Da qui la necessità di diversificare, di innovare e sperimentare nuovi bacini occupazionali in grado di favorire l’inserimento sociale e lavorativo di fasce deboli.

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1.(dal “Progetto di Piano Sanitario e Socio-Sanitario Regionale del Friuli Venezia Giulia 2006-2008”)

2.Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Programmazione sviluppo rurale 2007-2013 - Ipotesi di linee strategiche regionali

3. Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO (UE) recante disposizioni generali sul Fondo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione
Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO (UE) recante disposizioni generali sul Fondo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione

4.Jeremy Rifkin - Economia all’idrogeno

5.ICF International Classification of Functioning, Disability and Health. - O.M.S Organizzazione mondiale della sanità

   
     
       
 
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