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Attraverso progetti mirati ci si propone di:
- creare un senso di coesione sociale, di migliorare le relazioni interpersonali e di sviluppare l'appartenenza a livello di vicinato e di quartiere;
- sostenere e stimolare le esperienze di auto-aiuto, di volontariato e di aggregazione spontanea di altro tipo;
- sensibilizzare e informare i cittadini sulle problematiche più rilevanti della comunità e proporre mete comuni per l'azione;
- identificare e promuovere le capacità dei leader locali;
- sviluppare la coscienza civica, il rispetto e lo scambio comunicativo fra le diverse culture ed etnie presenti nella comunità;
- utilizzare le competenze dei professionisti e il know-how dei ricercatori per sostenere la mobilitazione di gruppi di pressione e cambiamento sociale;
- contribuire al coordinamento fra l'azione dei diversi servizi e la spinta dei movimenti di opinione ed azione sociale.
In particolare nell'ambito psichiatrico l'esigenza di conoscenza si orienta sulle componenti psicosociologiche, sul rapporto fra attività lavorative e ambiti di impiego, sulle culture e sui valori di riferimento, sui gruppi di popolazione esposti a rischio sociorelazionali, sulle forme di solidarietà formale e informale presenti sul territorio, sui fattori inquinanti le relazioni interpersonali e sociali.
Per quanto riguarda le persone non autosufficienti (anziani e disabili), l'impegno della famiglia può inserirsi in una presa in carico organica (professionale e solidaristica) del problema, vista nelle dimensioni affettive, sanitarie, socioassistenziali e comunitarie.
Appare importante promuovere una costante analisi della comunità che permetta la promozione dei servizi territoriali, che si concretizza in un incremento della conoscenza sugli elementi di contesto, sulle diverse forme del bisogno, sulle risorse disponibili e o attivabili, sulle resistenze e le loro diverse espressioni, sulle strategie partecipative in atto.
E’ sotto gli occhi di tutti che soluzioni tecniche non sempre sono sufficienti per fronteggiare situazioni di cura, sostegno psicologico, sostituzione temporanea o definitiva di funzioni personali, di gestione dei conflitti, di mantenimento di spazi anche minimi di libertà quotidiana, ecc. perché non è facile costruire rapporti fiduciari, che aprano la relazione di aiuto verso terreni che attengono all'intimità delle vita familiare e personale.
L'obbiettivo generale è migliorare la qualità della vita, dove le variabili in gioco potrebbero essere: il grado di collaborazione del vicinato alla soluzione di difficoltà concrete; l'estensione e la densità delle reti sociali; il livello di credibilità e di fiducia attribuite alle istituzioni; la valutazione dei problemi esistenti nella comunità; la speranza di poter migliorare le condizioni ambientali attuali.
Questo sarà possibile sviluppando la partecipazione e l'intervento consapevole delle persone.
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